Conferenza stampa di S.E.Mons Romano Rossi

 



DIOCESI DI CIVITA CASTELLANA

Il Vescovo di Civita Castellana Mons.Romano Rossi, ha presentato e illustrato alla stampa nella Conferenza stampa del 2 marzo alle ore 10.00, la Lettera Pastorale “Gloria, pace, bellezza” per una Chiesa di pietre vive, indirizzata ai cristiani della Diocesi per la Quaresima 2010, in occasione dell’“Anno dei Cosmati” nell’VIII Centenario dell’edificazione del portico della Cattedrale di Civita Castellana.

 

Un breve estratto dell’ampia trattazione:

            “Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonae voluntatis…”.

            Con questa scritta in oro sull’arco del portico, la nostra Cattedrale accoglie i fedeli e i visitatori al loro ingresso.

            Non potrebbe essere espresso meglio il senso complessivo dello splendido edificio.

            Non potrebbe essere formulata meglio la promessa del dono che attende chi vi accede.

            Un’espressione collocata davanti alla Cattedrale ma pienamente applicabile a ogni altro edificio di culto dove si raduna il popolo di Dio.

            Il colloquio annuale tra il Vescovo e i cristiani della Diocesi non può prescindere questa volta dal fatto dell’anno: la celebrazione dell’VIII Centenario dell’edificazione del portico cosmatesco del Duomo di Civita Castellana.

            Le nostre Chiese, la Cattedrale in particolare, sono un regalo permanente per la nostra comunità cristiana. Essa non manca certo di apprezzarle. di ringraziare il Signore e di benedire la memoria dei nostri Padri nella fede che le hanno edificate e ce le hanno lasciate in dono.

            Ma una ricorrenza centenaria come questa rappresenta un’occasione troppo invitante per non porre il mistero della Casa di Dio al centro del nostro dialogo.

            L’argomento è assai intrigante e, per certi versi, essenziale alla nostra fede, anche se non privo di qualche aspetto paradossale…

La Cattedrale sta ben in vista dentro la città. La sua silhouette si vede anche da molto lontano e appartiene alle raffigurazioni del paesaggio. Perfino nelle cartoline. La Cattedrale al centro dello sguardo e dell’interesse del popolo che l’ha voluta. Di questo siamo certi. Almeno per il passato. E oggi?

Per la Chiesa di “pietre vive” la situazione è un po’ diversa. Al centro non c’è lei ma il Signore. Il primo posto è Suo! La Chiesa è per Lui e così pure la Cattedrale.

Nel nostro tempo, più che mai, lo splendore delle Chiese vuole essere solo il riflesso della bellezza divina e non della nostra vanità di renderci visibili e importanti. Di nuovo qui ritorna l’antico adagio: a Dio solo la gloria! Gloria a Dio nell’alto dei cieli!

Siamo tornati all’iscrizione in mosaico dorato dell’arco cosmatesco.

Il Signore, innanzitutto! A Lui la gloria, nei secoli dei secoli.

Il bello è che, in tutto questo, per l’uomo non c’è niente da temere perché in Dio la gloria s’identifica con la sua paterna e universale volontà di salvezza.

I cieli sono pieni di questa gloria, la riecheggiano, la fanno risuonare sulla terra. La Cattedrale sta qui a raccogliere e rilanciare, con l’armonia delle sue linee e l’umile omaggio dei suoi tesori, l’eco calda e luminosa di questa proclamazione.

Il Medioevo aveva molto vivo il senso della gloria divina. Nel tempo in cui si edificavano le cattedrali, scrigni di lode e concentrati di bellezza, s’iniziavano a comporre le “Summe” ossia quelle stupende raccolte di fede e di sapienza cristiana che, alla luce della ragione e della rivelazione, contenevano l’interpretazione cristiana di Dio, dell’uomo, del mondo, dalla creazione alla fine dei tempi…

Otto secoli orsono la Cattedrale nacque per un movimento convergente di forze diverse, attratte a collaborare a un grande progetto. Fu un movimento centripeto che ha lasciato il segno nella storia. Oggi la comunità cristiana, nutrita dallo stesso spirito, è chiamata a “uscire” senza timore, a mostrarsi senza esibizione, a stare in mezzo alla gente senza perdere il proprio sapore e la propria specificità.

In un’epoca in cui sembra così affievolito il senso autenticamente cristiano del timore di Dio. In un’epoca in cui in nome di Dio si scatena del terrorismo violento o si manipola in modo subdolo la libertà dell’uomo, in un’epoca di torbide e ambigue superstizioni nei confronti del sacro, ecco il valore di una testimonianza luminosa e costruttiva circa il vero volto di Dio…

     Luminosa, come i mosaici del portico o le pietre di tufo dell’abside della nostra Cattedrale quando sono accarezzate dal sole di mezzogiorno. Ecco la missione della Chiesa: che il Signore sia riconosciuto come l’amico degli uomini, il loro Salvatore, Colui che come nessun altro tiene a cuore la loro sorte.

     Testimone della “diversità” divina che traspare soprattutto nel fare grazia e donare incessantemente la vita. Quanto bisogno c’è che la nostra Chiesa sia così e così sia percepita!

     Se la novità non viene dai cristiani, da dove possono attendersela i nostri contemporanei? Ecco la sfida per la Chiesa. Celebriamo un Centenario, non per sognare una stagione che non tornerà più, ma per riaccendere e tenere viva col nostro modo di essere cristiani la speranza di una stagione ancora più bella, quella dei cieli nuovi e della terra nuova, dove avrà stabile dimora la giustizia (cfr. 2 Pt 3,13)…

     La meditazione sulla Cattedrale ci ha fatto sentire più ricchi e più fortunati di quanto pensavamo. Ma ha anche consegnato di nuovo alla comunità cristiana del nostro tempo le ragioni del proprio essere e del proprio agire.

     I nostri occhi hanno contemplato in molti modi e attraverso varie angolature i riflessi della salvezza di Dio rispecchiati sulle mura del Duomo e sulle membra del Corpo di Cristo.

     Penetri in noi questa luce, accenda il nostro sguardo e l’orienti a guardare dal punto di vista del Signore il mondo e la gente. A cominciare dai nostri fratelli nella fede. Per proseguire insieme il cammino e la testimonianza sulle strade degli uomini.

     Verso la Pasqua eterna insieme con il Signore Gesù. Con questi sentimenti vi prego di accettare i miei migliori auguri e la benedizione del Signore.            

                                                                                   Don Giancarlo Palazzi

 

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